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Angelico nel cuore, nella vita e nella dottrina (Omelia a Monte San Giovanni Campano, 23 febbraio 2025)

ANGELICO NEL CUORE,
NELLA VITA E NELLA DOTTRINA

Omelia a Monte San Giovanni Campano
23 febbraio 2025

 

 

Cari amici,
nella liturgia della Parola l’apostolo Paolo sviluppa e approfondisce la sua predicazione ai Corinti, imperniata intorno al nucleo centrale della sua esperienza di fede: la Risurrezione di Cristo. E precisa che ogni uomo, tratto dalla terra come il primo Adamo dal quale discende ogni fragile creatura, è lui pure destinato alla gloria della risurrezione.

Dall’uomo terreno all’uomo celeste

Il “corpo psichico” è la persona chiusa nella sua creaturalità di essere vivente limitato, finito e colpevole. D’altro lato, il “corpo spirituale” è la persona aperta all’irruzione dello Spirito di Dio, che trasfigura la povertà della nostra condizione umana e ci introduce nella gloria e nell’eternità. Con l’espressione “corpo animale”, o più precisamente “corpo psichico” (lett. in greco), l’Apostolo fa comprendere la condizione di ogni creatura umana sottomessa ancora alle leggi di una natura ferita dal peccato, e dunque votato alla decomposizione spirituale, morale e anche fisica, a causa del peccato in cui nasce, vive e muore. Al contrario, il “corpo spirituale” indica la nuova forma di esistenza del cristiano come un “uomo risuscitato”, perché grazie alla partecipazione alla Pasqua di Cristo e all’irruzione dello Spirito diventa una nuova creatura, liberata dal peccato e destinata da Dio per l’eternità, risorto dalla propria morte per la vita eterna con Cristo. E’ proprio questa la novità della Pasqua di Cristo: l’uomo terreno può passare da una condizione segnata dal peccato ad una vita salvata dalla grazia, che fa di lui già adesso sulla terra un “un uomo celeste” perché può non vivere più nel peccato, ma in Dio e per Dio esercitandosi nell’amore per i fratelli (Vangelo). L’essere in Cristo, vivere con la fede in Lui, significa migliorare la nostra vita terrena secondo Cristo, e nutrire la certezza della speranza nella nostra immortalità. Il cristiano è chiamato a vivere come uomo celeste sulla terra, dando testimonianza della novità di una condizione di vita che anticipa quella celeste.

Il cingolo della purezza

San Tommaso ha vissuto sulla terra da uomo “celeste”, perfezionato dalla grazia di Dio secondo una forma di vita “angelica”. La predicazione di san Paolo illumina molto la nostra celebrazione odierna, che accoglie con devozione sincera il “cingolo” di san Tommaso. Simbolo di che cosa? Sappiamo che la madre di san Tommaso cerca di convincerlo a non entrare nell’Ordine Domenicano: non riuscendoci, lo fa rinchiudere nella fortezza di Monte San Giovanni. I fratelli introducono nella sua cella una donna bellissima con la speranza che riesca a sedurlo. Il giovane Tommaso afferra dal camino un tizzone incandescente si scaglia verso la donna che fugge spaventata: poi col tizzone disegna una grande croce sul muro e prega il Signore di difenderlo dalle tentazioni del mondo, dal peccato di lussuria. Secondo i documenti della sua canonizzazione Tommaso subito cadde in un sonno mistico ed ebbe una visione. Appaiono due angeli che gli cingono i fianchi con una cintura bianca, per evidenziare la sua angelica purezza, dicendo: “In nome di Dio, noi ti cingiamo la veste con il cingolo di castità, un cingolo che nessun attacco mai distruggerà”. L’irradiazione spirituale ineguagliabili del Magister che ha scritto in modo mirabile sul tema degli angeli, gli è valso questo bel titolo: Doctor Angelicus. Per lui gli angeli sono amici fedeli, tutori personali (come li descrive nella sua Summa Theologica). Le intuizioni di san Tommaso d’Aquino continuano ancora oggi a illustrare la dottrina cattolica sugli angeli. Tommaso fu canonizzato il 18 luglio 1323, da Giovanni XXII, e viene proclamato Dottore Angelico da san Pio V nel 1567.

 

Tommaso, Angelico maestro

L’Angelico Dottore, ha cercato sempre di conservare la sua angelica integrità del cuore, per restare in una condizione di purezza spirituale simile a quella “angelica”. Ha bramato di vivere in una purezza angelica non solo conservando la castità fisica, fedele alla professione religiosa nell’Ordine dei Predicatori di san Domenico, ma impegnandosi tenacemente anche nella custodia del cuore e nella purezza della dottrina. In Tommaso si è compiuta in modo pieno la parola di Gesù: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8). Sant’Agostino scrive: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Quanto sono stolti coloro che cercano Dio con gli occhi esteriori del corpo, mentre lo si vede col cuore, come altrove è scritto: Cercatelo con la semplicità del cuore (Sap 1,1). Infatti è un cuore puro il cuore semplice. E come questa luce non si può vedere se non con occhi puri, così neanche Dio si vede, se non è puro ciò con cui può essere visto” (Il discorso del Signore sulla montagna). Scriveva il card. J. Ratzinger: “Il cuore puro è il cuore aperto e umile. Il cuore impuro viceversa è il cuore presuntuoso e chiuso, del tutto pieno di se stesso, incapace di fare spazio alla maestà della verità, che richiede rispetto e alla fine adorazione” (Guardare Cristo. Esercizi di fede, speranza e carità, p.21).

La purezza della dottrina

Il cuore puro è capace di fare spazio alla maestà della verità. Tale processo è attestato anche nella Lettera con la quale l’arcivescovo di Tolosa mons. Gabriel Garrone accoglie la richiesta del vescovo dell’antica diocesi di Aquino-Sora-Pontecorvo, Mons. Biagio Musto, di avere una insigne reliquia di san Tommaso per l’inaugurazione della nuova Cattedrale di Aquino, ricostruita dopo la distruzione della Seconda guerra mondiale. Così, infatti, spiega l’arcivescovo di Tolosa: “Caro confratello…fra le sacre Ossa di San Tommaso ho scelto una delle costole conservate nel tesoro, e vo­lentieri la invio a Lei, venerabile Fratello; essa è un segno partico­lare non salo del suo intenso amo­re al Signore, per cui tante volte il cuore gli balzò nel petto, ma an­che della mirabile dottrina che dal petto gli salì sul labbro”. Dunque, la mirabile dottrina di san Tommaso si radica nel suo amore verginale – totale ed esclusivo – per il Signore. Per tale amore, la stessa dottrina dal cuore gli balzò nel petto …dal petto gli salì sul labbro, e divenne anche insegnamento magistrale.

Per tale ragione, quando parliamo della castità simboleggiata dal cingolo di san Tommaso non vogliamo pensare solo alla purezza verginale del suo corpo, ma soprattutto alla purezza del cuore e della sua dottrina. La purezza del cuore ha favorito anche la purezza della sua scienza, del suo intelletto e della sua sapienza con cui ha amato, scrutato e insegnato le verità divine, doni dello Spirito. Con la sua ragione Tommaso ha potuto scrutare le verità in modo preciso e retto, con cuore libero e puro. Sempre integro nell’onestà della sua ricerca, senza vizi di interesse alcuno, la sua ragione libera e onesta anche nel confronto con la ricca cultura classica profana, è sempre rimasta “verginale”, integra, non contaminata da falsificazioni ideologiche distorte e fuorvianti. San Tommaso sapeva bene che la scienza e conoscenza della ragione naturale viene corroborata e guidata dallo Spirito Santo. Il suo intelletto, la capacità di interpretare la verità cogliendo i suoi significati più profondi e reconditi (intus-légere), ha goduto senza dubbio di una speciale grazia dello Spirito. Il suo intelletto si è lasciato illuminare dalla preghiera, dall’invocazione, dall’affidamento alla luce dello Spirito. In tuto questa, Tommaso resta ineguagliabile. La comprensione della verità ha condotto san Tommaso alla vera sapienza del cuore, una sapienza pura quanto il suo cuore, senza macchia di orgoglio né di egoismo. In questa sapienza secondo lo spirito (cf. 1Cor 2), gusto delle verità umane e divine, ha sviluppato conoscenze sublimi che trovano nel mistero di Dio la loro origine e il loro compimento.

 

Cari amici,
quanto bisogno abbiamo anche oggi di una verità certa, di una dottrina sicura, di un insegnamento autentico. Purtroppo siamo vittime di falsità, falsificazioni, fake news, ideologie e distorsioni di ogni verità, soggiogata e asservita ai nostri interessi. Le stesse “fonti” di molte informazioni sono inquinate e maldestramente viziate. Lasciamoci guidare dai sentimenti interiori che san Tommaso ha custodito, come in uno scrigno, in questa significativa e preziosa preghiera:

 

Dammi, Signore mio Dio, un cuore assai vigile
che mai vano pensiero distragga da Te;
cuore nobile che mai basso affetto seduca;
cuore retto che Ti cerchi;
cuore retto che nessuna mala intenzione contamini;
cuore saldo che per la tribolazione non si infranga;
cuore libero che a torbida passione non ceda. Infondimi, Signore mio Dio, intelletto che Ti apprenda;
amore che Ti cerchi; sapienza che Ti trovi; parola che Ti piaccia;
perseveranza che fiduciosa Ti aspetti;
e speranza di finalmente abbracciarTi. Amen.

 

                                                                                           + Gerardo Antonazzo

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