Presentato il libro “Giuseppe, la tenerezza di un uomo, di un marito, di un papà”
di Don Domenico Angelo Buffone
Il 19 marzo 2025, solennità di San Giuseppe, nella Sala Restagno del Comune di Cassino, ha avuto inizio l’edizione “Giubileo” della rassegna letteraria “Un Parco di Libri”, con la presentazione del Libro “Giuseppe, la tenerezza di un uomo, di un marito, di un papà” di Don Domenico Angelo Buffone. Presente l’Assessora alla Cultura Gabriella Vacca, organizzatrice del Parco di Libri, insieme alla Consigliera Jole Falese, che ha portato il saluto del Sindaco impossibilitato a partecipare, e al Presidente dell’Associazione culturale Dike Walter Bianchi.
Negli interventi di apertura è stata illustrata la finalità dell’iniziativa: il Parco di Libri, ormai ben noto nel territorio, è una rassegna letteraria che si propone come un’occasione per riflettere sul valore della cultura come strumento di crescita e di coesione sociale e che ora, nell’edizione Giubileo, si arricchisce di ulteriori significati spirituali. È stato poi presentato e salutato l’Autore del libro su San Giuseppe, Don Domenico Angelo Buffone, familiarmente detto “Don Dom”, nato in Francia, ordinato Sacerdote da Mons. Lorenzo Chiarinelli nella Cattedrale di Sora, e attualmente Parroco di S. Maria in San Vincenzo Valle Roveto, lembo abruzzese della nostra Diocesi. A dialogare con lui è stata la sottoscritta che dopo una premessa sulla difficile e poco rassicurante situazione attuale nei rapporti internazionali come nel tessuto sociale e familiare, ha invitato tutti ad andare… controcorrente e a parlare, per quanto possa apparire anacronistico, di “tenerezza”. Infatti già dal titolo del libro si capisce che il nucleo del messaggio che si vuol mandare è proprio la tenerezza, quella di San Giuseppe. Oggi è quasi una sconosciuta, se non fosse per Papa Francesco che ne parla spesso e la raccomanda caldamente. Ne parlò nella sua prima Messa da Papa così: “Nei Vangeli San Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza”, poi indisse nel 2020-2021 l’“Anno di San Giuseppe” e continua a parlarne anche in questi giorni dall’ospedale.
Sollecitato dalle domande, l’Autore ha narrato la genesi del libro, proprio nell’Anno di S. Giuseppe, al tempo della pandemia, che gli ha regalato del tempo di “clausura” da dedicare ad appassionate ricerche bibliografiche sul Santo, a cui Dio parlava nei sogni, tanto che lo ha definito “l’uomo dei sogni”. Quattro, ha spiegato, i sogni di Giuseppe che gli rivelano il progetto di Dio su di lui: di non temere di prendere con sé Maria sua sposa perché il bambino generato in lei veniva dallo Spirito Santo; dopo la nascita di Gesù un altro sogno gli dice di andare in Egitto, per sfuggire da Erode che voleva uccidere il bambino; un terzo sogno gli dà il via libera per tornare in Israele e un quarto di andare in Galilea a Nazaret. Giuseppe non pronuncia il suo sì, ma lo rende concreto. Quella di Giuseppe è una vocazione di padre: non fa resistenza alla volontà di Dio, ma accetta il ruolo del padre che introduce il proprio figlio nella realtà del mondo, custodisce, ama e protegge la sua famiglia e lo fa in un silenzio che è contemplazione del mistero. L’Autore si immedesima nelle situazioni della vita di Giuseppe, lo rende vivo nella quotidianità della vita e nella realtà del suo tempo. È come se da una “foto”, immagine statica, del personaggio, Don Domenico tirasse fuori un film, pieno di umanità, sentimenti ed emozioni, di persone che si muovono, vivono, si relazionano e interagiscono. Ne risulta una narrazione gradevole, avvincente, interessante, a volte poetica, che coinvolge e commuove il lettore e gli apre gli occhi. Sembra un romanzo, ma è in realtà un libro storico, perché è sempre coerente con le Scritture e con la storia, la geografia e i tempi in cui Giuseppe vive, cose che l’Autore conosce molto bene. Questo contribuisce fortemente a sottolineare gli episodi della vita vera di Giuseppe e a dare credibilità e sostanza alla narrazione.
In modo altrettanto veritiero l’Autore ha parlato dell’Amore tra Maria e Giuseppe, un vero, grande e puro Amore, che aderisce e realizza il progetto di Dio, dei grandi momenti, anche difficili, che vivono. La vita di Giuseppe, ha detto, ci insegna a capire il linguaggio di Dio: è un linguaggio del silenzio, e Dio parla davvero, misteriosamente, nel silenzio”. Con la sua verve e il suo entusiasmo, Don Domenico, esperto educatore di giovani e ragazzi (per anni in Azione cattolica), ha tenuto i presenti avvinti con la sua parola sapiente, ricca di intuito psicologico e di esperienza umana; ha fatto gustare la bellezza della vita di una famiglia tanto normale e tanto speciale, che ama chiamare “la piccola grande famiglia”. Il grande applauso che alla fine è scrosciato ha dimostrato il gradimento dei presenti.
Al termine, l’assessore Gabriella Vacca ha ringraziato di cuore il relatore ed i presenti ed ha ricordato i prossimi appuntamenti del Parco di Libri:
24 aprile: “Sono il bambino che ero” di Danilo Salvucci, un’opera che invita alla riflessione sulla crescita e l’evoluzione dell’individuo;
30 maggio: “Una Pioggia di Piccole stelle” di Pierluigi Vita,
16 maggio: “Colloqui non più possibili con Michela Murgia” di Marinella Perroni.
9 maggio, presso la Sala Rambaldi del Museo Historiale, concerto lirico con “Eroine” di Puccini.
Adriana Letta